Comune di Avegno

Storia del comune

Da Rettoria a Parrocchia
Divenne Comune solo con la Repubblica Democratica Ligure nel 1797. Fino a quella data nell’alta valle di Recco c’era solo il comune di Uscio. Avegno è costituito da cinque centri abitati: Molino Nuovo e Avegno Chiesa sono nel fondovalle, Testana Chiesa a mezza costa sulla sinistra del rio di Arbora tributario del Recco, Salto sulla provinciale 333 che da Recco sale al passo Caprile, Vescina a mezza costa sulla sinistra del torrente Recco. La storia di Avegno, come la sua popolazione, è divisa tra le sue frazioni: la chiesa più antica è certamente quella del capoluogo, databile agli inizi del XIII secolo. Quella di Testana, databile al 1500, ebbe origine da una cappella più antica, sempre dedicata a Santa Margherita, collocata sul fianco del monte Cornua. Nell’archivio della chiesa è ancora conservato l’originale in latino della preghiera fatta recitare dall’arcivescovo in favore della Repubblica Democratica nel 1797 per la ritrovata libertà. Esistono anche i documenti con i quali gli abitanti di Vexina, nel 1500 chiesero all’arcivescovo di distaccare la loro chiesa dalla chiesa matrice di Recco, impegnandosi al pagamento di lire 100 annue per il sostentamento del loro Rettore. La chiesa venne eretta a parrocchia nel 1603.
 
Parroci e fratelli
Due parroci, due fratelli, don Stefano e don Gerolamo Garbarino, originari di Verzi di Cicagna che si succedettero alla guida della piccola comunità di Vexina, oggi diocesi di Chiavari e allora dipendente dall’Arcidiocesi di Genova. Stefano, morto in concetto di santità, resse la parrocchiale di San Lorenzo dal 1824 al 1861. Gli successe, un anno dopo, il fratello Gerolamo, curato nella vicina parrocchia di San Pietro di Avegno. Lui resse la parrocchia fino al 1893. I due parroci, recentemente commemorati, sono ricordati da una lapide marmorea sulla facciata della chiesa di Vexina.

Il comune di Avegno è sito nella parte alta del bacino del torrente Recco, copre una superficie pari a 11,05 Kmq sui quali risiedono 2.140 abitanti. La popolazione ha subito dall'ultimo censimento un notevole incremento pari al 7,75% in controtendenza rispetto all'andamento regionale. Le attività agricole sono modeste e si limitano in misura rilevante, ad impegni part time di generi orticoli, ma anche uliveti e qualche, sempre più raro, vigneto. Le attività industriali sono rappresentate da alcune imprese operanti nel settore alimentare e dei cosmetici. Nell'artigianato da citare la caratteristica attività di fusione delle campane le cui origini risalgono al secolo XVI. Il settore turistico è rivolto soprattutto alle seconde case, con una certa offerta di strutture di ristorazione e ricezione, e lo svolgimento di alcune manifestazioni estive. Le colline, coltivate a viti e ulivi, offrono una valida alternativa ai paesi della costa, spesso, nei mesi estivi, troppo caldi e affollati.